La kinesiofobia è una paura eccessiva del movimento legata alla convinzione che muoversi possa provocare dolore, aggravare il problema o causare un nuovo danno. Nel dolore persistente può favorire l'evitamento delle attività, la perdita di fiducia nel movimento e una maggiore limitazione funzionale. Riconoscerla è importante per costruire un percorso che integri controllo del dolore, recupero del movimento e riabilitazione.
Patrizia, 45 anni, conviveva da tempo con fibromialgia, dolore diffuso, fatigue, sonno non ristoratore e difficoltà di concentrazione. Nell'ambito di un percorso multidisciplinare, è stato valutato un ciclo di grande autoemotrasfusione con ossigeno-ozono. Nel corso del trattamento ha riferito una progressiva riduzione della stanchezza e del dolore e un miglioramento della capacità di affrontare le attività quotidiane.
La cannabis terapeutica rappresenta una possibile opzione nel trattamento di alcuni pazienti con dolore neuropatico cronico quando le terapie raccomandate si sono dimostrate inefficaci, non tollerate o controindicate. Tuttavia, le più recenti evidenze scientifiche e le principali linee guida internazionali non ne supportano l'impiego routinario e sottolineano l'importanza di una rigorosa selezione dei pazienti, di obiettivi terapeutici misurabili e di un attento monitoraggio clinico.
Questa guida analizza indicazioni, limiti, benefici attesi, possibili effetti indesiderati, aspetti normativi italiani, sicurezza nella guida e criteri di sospensione della terapia, offrendo un quadro aggiornato e basato sulle evidenze per comprendere quando la cannabis terapeutica possa essere presa in considerazione nel percorso di cura del dolore neuropatico.
Fabio, 38 anni, conviveva con un dolore neuropatico persistente causato da un'ernia discale lombare. Dopo trattamenti farmacologici e infiltrativi con beneficio limitato, ha intrapreso un percorso con cannabis terapeutica prescritta e monitorata dallo specialista. Il miglioramento del sonno e della qualità di vita gli ha consentito di riprendere il lavoro e le attività quotidiane con maggiore serenità.
Teresa, 84 anni, soffriva di un dolore alla spalla progressivamente peggiorato che limitava attività quotidiane semplici come vestirsi, pettinarsi e sollevare il braccio. La valutazione specialistica e l'ecografia eseguite a domicilio hanno evidenziato un'infiammazione della borsa subacromiale associata a sofferenza della cuffia dei rotatori. Dopo infiltrazione ecoguidata, la paziente ha riferito una riduzione del dolore e un miglioramento della funzionalità della spalla nelle attività quotidiane.
Le infiltrazioni rappresentano uno dei trattamenti più utilizzati nella terapia del dolore cronico a carico della colonna vertebrale, delle articolazioni e dei nervi periferici. In questo approfondimento vengono illustrate le differenze tra infiltrazioni tradizionali ed ecoguidate, con particolare attenzione ai vantaggi della guida ecografica in termini di precisione, sicurezza procedurale e comfort per il paziente.
Serena, 48 anni, soffriva di dolore pelvico cronico causato da nevralgia del ganglio impari. Dopo mesi di esami negativi e terapie inefficaci, ha trovato beneficio con la radiofrequenza pulsata del ganglio impari, una tecnica mininvasiva che modula l’attività dei nervi simpatici. Il dolore si è ridotto in modo stabile, restituendole comfort, sonno e qualità di vita.
Margherita, 45 anni, ha iniziato ad avvertire improvvise scosse elettriche al volto, tanto intense da temere di parlare o lavarsi. Dopo vari tentativi, la diagnosi è stata di nevralgia del trigemino. Con una terapia mirata a base di carbamazepina, seguita e modulata dal neurologo, il dolore si è progressivamente ridotto. Oggi Margherita ha ripreso le sue attività quotidiane con una buona qualità di vita e maggiore consapevolezza della propria condizione.
Le linee guida ASPN 2024 rappresentano un punto di svolta nella gestione del dolore sacro-iliaco. Propongono una diagnosi basata su test clinici codificati e blocco diagnostico mirato, seguita da un percorso terapeutico graduale: fisioterapia mirata, infiltrazioni ecoguidate e radiofrequenza dei rami laterali. Nei casi refrattari, indicata la fusione sacro-iliaca mini-invasiva. Precisione e personalizzazione sono le chiavi del successo clinico.
Eugenia, 52 anni, dopo un intervento all’anca continuava a sentire dolore nella cicatrice nonostante la guarigione apparente. Il fastidio, costante e bruciante, era un dolore neuropatico post-operatorio. Con una sola seduta di PENS, la percezione dolorosa è scomparsa e il sistema nervoso ha ritrovato equilibrio. Oggi cammina senza dolore e ha ripreso a dormire serenamente.