
La cervicalgia, comunemente chiamata dolore cervicale, è una condizione caratterizzata da dolore e rigidità nella regione del collo, talvolta accompagnati da tensione muscolare, mal di testa e limitazione dei movimenti.
È un disturbo muscoloscheletrico molto diffuso, che può interessare persone di tutte le età, soprattutto chi trascorre molte ore davanti al computer, svolge attività ripetitive o mantiene a lungo posizioni statiche.
Le cause possono essere muscolari, articolari o degenerative. In alcuni casi, il dolore cervicale può essere associato a un'irritazione delle radici nervose, con sintomi che si estendono alle spalle e alle braccia.
La cervicalgia può interferire con il sonno, il lavoro, la guida e le normali attività quotidiane.
Una diagnosi accurata permette di individuare le possibili cause del dolore e scegliere il trattamento più appropriato, che può comprendere farmaci, fisioterapia, esercizi terapeutici e, in situazioni selezionate, procedure interventistiche.
Cos’è la cervicalgia
La cervicalgia è il dolore localizzato nella parte posteriore o laterale del collo, nella regione della colonna vertebrale cervicale.
Questa parte della colonna è composta da sette vertebre, separate da dischi intervertebrali e sostenute da muscoli, legamenti e articolazioni.
Il collo deve garantire due funzioni importanti: sostenere il peso della testa e consentirne i movimenti.
Quando muscoli, articolazioni o altre strutture cervicali vengono sottoposti a sollecitazioni eccessive oppure sviluppano alterazioni dolorose, possono comparire rigidità e difficoltà nei movimenti.
Un esempio comune è quello di una persona che, dopo molte ore al computer, avverte tensione alla nuca e dolore quando gira la testa.
La cervicalgia può essere:
- Acuta: compare improvvisamente e dura generalmente pochi giorni o settimane.
- Subacuta: persiste per un periodo intermedio, generalmente tra 6 e 12 settimane.
- Cronica: si protrae per oltre tre mesi, con andamento continuo o ricorrente.
Chi può essere colpito
La cervicalgia può interessare chiunque, ma alcune categorie sono maggiormente esposte:
- Lavoratori sedentari: persone che trascorrono molte ore davanti a computer e dispositivi digitali.
- Lavoratori manuali: soggetti che eseguono movimenti ripetitivi o mantengono posizioni impegnative per il collo.
- Persone sopra i 50 anni: più frequentemente interessate da modificazioni degenerative delle articolazioni e dei dischi cervicali.
- Persone sottoposte a stress prolungato: la tensione emotiva può contribuire all'aumento della contrazione muscolare.
- Persone con precedenti traumi cervicali: ad esempio dopo incidenti stradali o cadute.
Anche i giovani possono sviluppare cervicalgia, soprattutto in presenza di lunghi periodi di inattività, scarsa variabilità posturale o sovraccarichi sportivi.
Approfondimento
La cervicalgia viene distinta clinicamente in forme aspecifiche, nelle quali non è identificabile una singola lesione responsabile del dolore, e forme associate a patologie specifiche.
Le alterazioni degenerative osservate alla risonanza magnetica non sono necessariamente responsabili dei sintomi: possono essere presenti anche in persone senza dolore cervicale.
Per questo motivo, la valtazione clinica rimane fondamentale per interpretare correttamente gli esami strumentali.
Cause e fattori di rischio
Cause comuni
La cervicalgia può derivare da diverse condizioni, talvolta presenti contemporaneamente.
Le cause più comuni comprendono:
- Sovraccarico muscolare: tensione dei muscoli cervicali e delle spalle, spesso associata a posizioni mantenute a lungo.
- Artrosi cervicale: modificazioni degenerative delle articolazioni vertebrali.
- Degenerazione discale: alterazioni dei dischi intervertebrali che possono contribuire al dolore.
- Ernia discale cervicale: fuoriuscita di materiale discale che, in alcuni casi, irrita o comprime una radice nervosa.
- Traumi cervicali: lesioni conseguenti a cadute, incidenti o movimenti improvvisi.
- Disturbi delle articolazioni cervicali: alterazioni delle faccette articolari posteriori della colonna.
Non sempre è possibile individuare una causa anatomica unica. Nelle forme aspecifiche, il dolore può dipendere dall'interazione tra fattori muscolari, articolari e individuali.
Comportamenti o condizioni che aumentano il rischio
Alcune abitudini possono favorire la comparsa o la persistenza del dolore cervicale:
- Mantenere la stessa posizione per molte ore.
- Utilizzare computer e smartphone senza pause.
- Svolgere attività fisica insufficiente.
- Eseguire movimenti ripetitivi o sostenere carichi elevati.
- Dormire in posizioni poco confortevoli.
- Vivere periodi prolungati di stress e tensione muscolare.
- Fumare.
È importante ricordare che non esiste una singola postura corretta capace di prevenire ogni episodio di cervicalgia.
La possibilità di cambiare posizione, muoversi regolarmente e mantenere una buona capacità muscolare è generalmente più importante della ricerca di una postura perfetta.
Consiglio pratico
Se lavori molte ore al computer, interrompi periodicamente la posizione seduta. Ogni 45–60 minuti alzati, cammina e muovi delicatamente collo e spalle.
Alternare le posizioni durante la giornata può aiutare a ridurre la rigidità muscolare.
Sintomi e segnali di allarme
Sintomi tipici
La cervicalgia può manifestarsi con sintomi differenti per intensità e durata.
I più comuni sono:
- Dolore al collo: localizzato posteriormente oppure ai lati della regione cervicale.
- Rigidità muscolare: difficoltà a girare o inclinare la testa.
- Dolore alle spalle: sensazione di tensione che può estendersi ai muscoli trapezi.
- Cefalea cervicogenica: mal di testa che può essere collegato a strutture dolorose del collo.
- Limitazione dei movimenti: difficoltà a guardare lateralmente durante la guida.
- Tensione muscolare persistente: sensazione di peso o contrattura nella regione cervicale.
In alcune persone il dolore aumenta dopo molte ore davanti al computer; in altre compare al risveglio oppure dopo attività fisiche impegnative.
Quando il dolore si irradia lungo il braccio, accompagnato da formicolio, alterazioni della sensibilità o debolezza, può essere presente una radicolopatia cervicale, cioè un'irritazione o compressione di una radice nervosa.
Segnali che richiedono attenzione medica immediata
La maggior parte degli episodi di cervicalgia non è associata a condizioni gravi.
Alcuni sintomi, tuttavia, richiedono una valutazione medica urgente:
- Perdita improvvisa o progressiva della forza a braccia o gambe.
- Difficoltà a camminare, perdita di equilibrio o frequenti cadute.
- Difficoltà improvvisa nei movimenti fini delle mani.
- Alterazioni del controllo urinario o intestinale associate a sintomi neurologici.
- Dolore cervicale intenso dopo un trauma significativo.
- Febbre elevata associata a forte rigidità del collo, soprattutto in presenza di cefalea intensa o alterazioni dello stato di coscienza.
Anche un dolore persistente associato a perdita di peso inspiegata, precedenti tumori o sintomi generali merita un approfondimento medico tempestivo.
Approfondimento
La presenza di iperreflessia, alterazioni della deambulazione o riduzione della destrezza manuale può suggerire una mielopatia cervicale, cioè una sofferenza del midollo spinale.
Questi segni devono essere distinti dalla cervicalgia muscoloscheletrica comune e richiedono una valutazione neurologica o neurochirurgica tempestiva.
Diagnosi
La diagnosi della cervicalgia inizia con un'accurata valutazione clinica.
Il medico raccoglie informazioni su:
- Localizzazione e durata del dolore.
- Circostanze in cui sono comparsi i sintomi.
- Movimenti o attività che aumentano il dolore.
- Eventuale irradiazione alle spalle o alle braccia.
- Presenza di formicolii, perdita di sensibilità o debolezza.
- Precedenti traumi e patologie associate.
Durante la visita vengono valutati la mobilità cervicale, la muscolatura e, quando necessario, forza, sensibilità e riflessi degli arti.
L'obiettivo è distinguere una cervicalgia aspecifica da condizioni che richiedono approfondimenti diagnostici o trattamenti differenti.
Esami più comuni
Non tutte le persone con cervicalgia devono sottoporsi a esami strumentali.
La scelta dipende dai sintomi, dalla durata del dolore e dai risultati della visita.
- Radiografia: cervicale
Permette di osservare l'allineamento delle vertebre e alcune alterazioni ossee o degenerative.Non visualizza direttamente nervi e midollo spinale. - Risonanza magnetica (RMN): Consente di studiare dischi intervertebrali, radici nervose, midollo spinale e tessuti molli.
È particolarmente utile quando si sospettano ernie discali, compressioni neurologiche o altre patologie specifiche. - Tomografia computerizzata (TAC)
Fornisce immagini dettagliate delle strutture ossee.
Può essere indicata dopo alcuni traumi, nello studio delle alterazioni ossee o quando la risonanza magnetica non è eseguibile. - Elettromiografia (EMG)
Valuta l'attività elettrica dei muscoli e, insieme agli studi di conduzione nervosa, può aiutare a identificare alcune alterazioni neurologiche.
È utile soprattutto quando occorre distinguere una radicolopatia cervicale da una neuropatia periferica.
Approfondimento
Nella cervicalgia aspecifica, in assenza di segnali d'allarme, gli esami di imaging non sono generalmente necessari nella fase iniziale.
La risonanza magnetica è indicata soprattutto quando il quadro clinico suggerisce una compromissione neurologica, una patologia specifica oppure quando il risultato dell'esame può modificare il percorso terapeutico.
La presenza di protrusioni discali o alterazioni artrosiche non dimostra, da sola, che tali reperti siano responsabili del dolore.
Trattamenti
Il trattamento della cervicalgia dipende dalla causa, dalla durata dei sintomi e dall'eventuale presenza di alterazioni neurologiche.
Nella maggior parte delle forme aspecifiche viene inizialmente privilegiato un approccio conservativo.
Terapie non invasive
- Farmaci antidolorifici e antinfiammatori
Possono essere utilizzati per controllare il dolore nelle fasi acute, quando indicati dal medico.
La scelta dipende dalle condizioni cliniche e dalle possibili controindicazioni. - Fisioterapia mirata
Comprende esercizi terapeutici, recupero della mobilità e rinforzo della muscolatura cervicale e scapolare.
In alcuni casi possono essere utilizzate tecniche manuali come supporto al programma riabilitativo. - Esercizio terapeutico
Aiuta a migliorare la capacità del collo di sostenere le attività quotidiane.
Il programma può comprendere esercizi di mobilità, rinforzo e controllo motorio. - Educazione al movimento
Permette di riconoscere le attività che aggravano i sintomi e di modificarle senza ricorrere a un'immobilizzazione prolungata. - Gestione dello stress
Tecniche di rilassamento e strategie per migliorare il sonno possono essere utili quando tensione emotiva e disturbi del riposo contribuiscono al dolore persistente.
Consiglio pratico
Non interrompere automaticamente gli esercizi quando il dolore diminuisce.
Un programma graduale e sostenibile, concordato con il fisioterapista, può contribuire a mantenere mobilità e capacità muscolare.
Gli esercizi devono essere adattati ai sintomi ed evitati o modificati se provocano un peggioramento significativo.
Procedure interventistiche
Quando il dolore persiste nonostante un trattamento conservativo appropriato, lo specialista può valutare procedure mirate.
Queste tecniche non sono indicate per tutte le forme di cervicalgia e richiedono un preciso inquadramento diagnostico.
- Infiltrazioni mirate
Consistono nella somministrazione di farmaci in prossimità di strutture selezionate.
In alcune condizioni, come determinate radicolopatie cervicali, possono essere considerate infiltrazioni epidurali o periradicolari.
Il possibile beneficio deve essere valutato rispetto ai rischi, che nelle procedure cervicali possono comprendere complicanze neurologiche rare ma gravi. - Blocchi diagnostici delle branche mediali
Sono infiltrazioni di anestetico locale eseguite vicino ai piccoli nervi che trasmettono la sensibilità dolorosa delle faccette articolari.
Possono contribuire a identificare un dolore di possibile origine articolare. - Radiofrequenza delle branche mediali
In pazienti selezionati, con sospetto dolore cervicale da faccette articolari supportato da blocchi diagnostici appropriati, la radiofrequenza può ridurre temporaneamente la trasmissione del dolore.
La durata del beneficio è variabile e la procedura non elimina le alterazioni degenerative eventualmente presenti. - Chirurgia cervicale
Non rappresenta un trattamento abituale della cervicalgia aspecifica.
Può essere indicata in presenza di specifiche patologie, come compressioni neurologiche significative, mielopatia o radicolopatia persistente con indicazione chirurgica.
Ruolo del terapista del dolore
Il terapista del dolore interviene soprattutto quando la cervicalgia diventa persistente, limita le attività quotidiane oppure non risponde adeguatamente ai trattamenti iniziali.
La valutazione specialistica permette di:
- Identificare le possibili componenti del dolore.
- Distinguere il dolore muscoloscheletrico da quello neuropatico.
- Ottimizzare il trattamento farmacologico.
- Valutare l'eventuale indicazione a procedure interventistiche.
- Integrare fisioterapia e strategie di gestione del dolore cronico.
L'obiettivo è ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e favorire il recupero delle attività quotidiane, attraverso un percorso personalizzato.
Prevenzione
Non tutti gli episodi di cervicalgia possono essere prevenuti.
Tuttavia, alcune abitudini possono contribuire a ridurre il rischio di dolore persistente e favorire una migliore gestione dei sintomi.
- Mantieni uno stile di vita attivo
Camminare, praticare attività fisica regolare e allenare la muscolatura favoriscono il benessere generale dell'apparato muscoloscheletrico. - Evita le posizioni statiche prolungate
Alterna la posizione seduta a brevi momenti di movimento. - Cura l'organizzazione della postazione di lavoro
Regola monitor, tastiera e seduta in modo da lavorare comodamente, evitando tensioni muscolari inutili. - Rinforza la muscolatura cervicale e scapolare
Gli esercizi di rinforzo, se appropriati e personalizzati, possono migliorare la capacità di sostenere le attività quotidiane. - Presta attenzione al sonno
Utilizza un cuscino che permetta una posizione confortevole del collo, senza ricercare necessariamente modelli particolari. - Gestisci stress e tensione muscolare
Pause, respirazione rilassata e attività piacevoli possono contribuire al benessere generale. - Evita il fumo
Smettere di fumare favorisce la salute generale e riduce l'esposizione a un fattore associato a diversi disturbi muscoloscheletrici.
Consiglio pratico
Dedica alcuni minuti ogni giorno a movimenti delicati del collo e delle spalle, senza forzare.
La regolarità è più importante dell'intensità: anche brevi pause attive possono aiutare a contrastare la rigidità associata alle posizioni mantenute a lungo.
Approfondimento
La mesoterapia può aiutare a ridurre il dolore della cervicalgia cronica?
In alcuni pazienti con dolore cervicale persistente e una componente muscolare, la mesoterapia può essere valutata come trattamento complementare alla fisioterapia e all'esercizio terapeutico. Le evidenze scientifiche disponibili suggeriscono possibili benefici, ma presentano ancora limiti importanti.
Il focus Mesoterapia nella cervicalgia cronica esamina gli studi disponibili, le possibili indicazioni, i limiti e gli aspetti di sicurezza di questa tecnica.
📖 Approfondimento a cura dello specialista in terapia del dolore.
FAQ
1. Quanto dura la cervicalgia?
La durata della cervicalgia dipende dalla causa e dalle caratteristiche individuali.
Nelle forme acute, soprattutto quando il dolore è associato a sovraccarico muscolare, i sintomi possono migliorare nell'arco di alcuni giorni o settimane.
In altre situazioni, il recupero richiede più tempo, specialmente quando sono presenti alterazioni degenerative, episodi ricorrenti o fattori che contribuiscono alla persistenza del dolore.
Si parla generalmente di cervicalgia cronica quando il dolore dura oltre tre mesi.
Anche nelle forme croniche è possibile ottenere miglioramenti attraverso un trattamento personalizzato, esercizio terapeutico e strategie di gestione del dolore.
Se i sintomi persistono, peggiorano o interferiscono con le normali attività, è opportuno rivolgersi al medico per una valutazione.
2. Qual è la differenza tra cervicalgia e cervicobrachialgia?
La cervicalgia indica un dolore localizzato prevalentemente nella regione del collo, che può estendersi alle spalle e alla parte superiore della schiena.
La cervicobrachialgia, invece, descrive un dolore che interessa il collo e si irradia lungo uno o entrambi gli arti superiori.
Quando è presente una radicolopatia cervicale, il dolore può essere accompagnato da formicolii, alterazioni della sensibilità o perdita di forza.
La cervicobrachialgia può avere diverse cause, tra cui un'ernia discale cervicale o alterazioni degenerative che restringono lo spazio disponibile per le radici nervose.
La distinzione è importante perché orienta la visita medica e la scelta degli eventuali esami diagnostici.
3. La cervicalgia può provocare mal di testa e vertigini?
Sì, alcune forme di cervicalgia possono essere associate a mal di testa.
La cefalea cervicogenica è una forma di cefalea attribuita a strutture della regione cervicale. Il dolore può partire dal collo e irradiarsi verso la nuca o altre zone della testa.
Per quanto riguarda le vertigini, la relazione con la cervicalgia è più complessa.
Alcune persone riferiscono sensazioni di instabilità o capogiro associate al dolore cervicale, ma questi sintomi possono dipendere anche da disturbi vestibolari, neurologici o cardiovascolari.
Non è quindi corretto attribuire automaticamente ogni episodio di vertigine alla cervicale.
Vertigini improvvise associate a difficoltà nel parlare, disturbi visivi, perdita di equilibrio importante o debolezza richiedono una valutazione medica immediata.
4. Serve sempre la risonanza magnetica per diagnosticare la cervicalgia?
No. Nella maggior parte dei casi di cervicalgia aspecifica, la diagnosi si basa sulla visita medica e sulla valutazione dei sintomi.
La risonanza magnetica non è necessariamente utile nelle fasi iniziali, soprattutto quando non sono presenti segni neurologici o altri elementi sospetti.
Può diventare indicata quando:
- Il dolore persiste nonostante un trattamento appropriato.
- Compaiono formicolii, debolezza o altri segni di possibile sofferenza neurologica.
- Si sospettano ernie discali o compressioni del midollo spinale.
- Il medico deve approfondire una possibile patologia specifica.
La presenza di alterazioni degenerative alla risonanza non significa automaticamente che siano responsabili del dolore.
Per questo i risultati devono essere interpretati insieme alla valutazione clinica.
5. La cervicalgia può guarire completamente?
In molti casi il dolore cervicale può risolversi, soprattutto quando è legato a un episodio acuto di sovraccarico muscolare.
In altre situazioni, come nelle forme croniche o associate ad alterazioni degenerative, il dolore può presentare un andamento ricorrente.
Questo non significa necessariamente che la condizione debba peggiorare nel tempo.
Un programma terapeutico appropriato può contribuire a ridurre la frequenza degli episodi, migliorare la mobilità e favorire il ritorno alle normali attività.
È importante distinguere la scomparsa dei sintomi dalla completa eliminazione delle eventuali alterazioni anatomiche.
L'obiettivo del trattamento è ottenere il miglior recupero funzionale possibile, senza promettere risultati identici per tutti.
6. Quali esercizi sono utili per la cervicalgia?
Gli esercizi terapeutici rappresentano una componente importante del trattamento della cervicalgia, soprattutto nelle forme persistenti.
Un programma riabilitativo può comprendere:
- Movimenti delicati di rotazione e inclinazione del collo.
- Esercizi di rinforzo dei muscoli cervicali.
- Attività per migliorare la stabilità delle scapole.
- Esercizi di controllo motorio e coordinazione.
- Attività aerobica regolare, come camminare.
Non esiste un esercizio universalmente efficace per tutte le persone.
La scelta dipende dalla causa del dolore, dalla mobilità disponibile e dall'eventuale presenza di sintomi neurologici.
È preferibile iniziare con movimenti semplici, aumentando gradualmente l'impegno secondo le indicazioni del fisioterapista.
7. Le infiltrazioni e la radiofrequenza sono efficaci per la cervicalgia?
Le procedure interventistiche possono essere utili in alcune forme selezionate di dolore cervicale, ma non rappresentano il trattamento abituale della cervicalgia aspecifica.
Le infiltrazioni possono essere considerate quando è stata identificata una specifica condizione dolorosa, per esempio una radicolopatia cervicale.
La radiofrequenza delle branche mediali può essere valutata nei pazienti con dolore persistente attribuibile alle faccette articolari, dopo un appropriato percorso diagnostico.
L'efficacia dipende dalla causa del dolore, dalla selezione del paziente e dalla procedura utilizzata.
I benefici non sono garantiti e possono essere temporanei.
Come tutte le procedure invasive, anche queste tecniche comportano possibili rischi e complicanze. La decisione deve quindi derivare da una valutazione specialistica individuale.
8. Qual è il cuscino migliore per chi soffre di cervicalgia?
Non esiste un cuscino migliore in assoluto per tutte le persone che soffrono di cervicalgia.
La scelta dipende dalla posizione abituale durante il sonno, dalla conformazione fisica e dalle preferenze individuali.
In generale, il cuscino dovrebbe sostenere comodamente testa e collo, evitando posizioni estreme di flessione o estensione.
Chi dorme sul fianco può trovare più confortevole un sostegno che compensi lo spazio tra testa e materasso.
Chi dorme sulla schiena può preferire un cuscino che mantenga il collo in una posizione naturale.
I cuscini ergonomici possono migliorare il comfort di alcune persone, ma non esistono prove sufficienti per considerarli una soluzione universale.
Se il dolore al risveglio è frequente, può essere utile valutare anche materasso, posizione del sonno e abitudini quotidiane.
9. Quando è necessario rivolgersi a un neurochirurgo o a un terapista del dolore?
Una valutazione specialistica può essere utile quando la cervicalgia persiste nonostante le cure iniziali, tende a ripresentarsi frequentemente oppure limita in modo significativo le attività quotidiane.
Il terapista del dolore può contribuire a individuare le componenti del dolore persistente e valutare un percorso terapeutico personalizzato.
Il neurochirurgo può essere coinvolto quando si sospettano compressioni delle radici nervose o del midollo spinale, oppure quando occorre valutare una possibile indicazione chirurgica.
Non tutte le persone con cervicalgia necessitano di una visita neurochirurgica.
La comparsa di debolezza progressiva, difficoltà nella deambulazione o alterazioni del controllo urinario e intestinale richiede invece una valutazione medica urgente, senza attendere una normale visita programmata.
Consigli pratici
- Movimento regolare: evita di mantenere la stessa posizione per molte ore. Alterna attività e brevi pause durante la giornata.
- Esercizi personalizzati: dedica alcuni minuti agli esercizi di mobilità e rinforzo consigliati dal fisioterapista. La gradualità aiuta a mantenere una buona tolleranza al movimento.
- Postazione di lavoro: regola monitor, tastiera e seduta per lavorare comodamente, senza mantenere il collo in posizioni forzate.
- Attenzione allo smartphone: evita di tenere la testa inclinata a lungo. Cambia frequentemente posizione e concediti brevi pause.
- Sonno e riposo: scegli un cuscino confortevole e cerca di mantenere orari regolari. Un sonno adeguato può contribuire a una migliore gestione del dolore.
- Gestione dello stress: tecniche di respirazione, rilassamento e attività fisica possono aiutare a ridurre la tensione muscolare associata allo stress.
- Evita il riposo prolungato: salvo diversa indicazione medica, cerca di mantenere le normali attività compatibilmente con il dolore, modificando temporaneamente quelle che aggravano i sintomi.
- Non sottovalutare i sintomi neurologici: formicolii persistenti, perdita di sensibilità o debolezza meritano una valutazione medica. In caso di deficit improvvisi o progressivi, è necessaria una valutazione urgente.
- Percorso terapeutico personalizzato: se la cervicalgia persiste, confrontati con il medico per individuare le possibili cause e valutare le opzioni terapeutiche più appropriate.
Cervicalgia in 5 punti chiave
① Cos'è → Dolore localizzato nella regione cervicale, spesso accompagnato da rigidità muscolare e limitazione dei movimenti.
② Chi colpisce → Persone di tutte le età, soprattutto chi mantiene posizioni statiche prolungate, svolge attività ripetitive o presenta alterazioni degenerative cervicali.
③ Sintomi principali → Dolore al collo, tensione muscolare, rigidità, difficoltà nei movimenti e, in alcuni casi, cefalea o dolore irradiato alle spalle.
④ Trattamenti → Farmaci, fisioterapia, esercizio terapeutico e, in casi selezionati, infiltrazioni o radiofrequenza. La chirurgia è riservata a specifiche condizioni.
⑤ Prevenzione → Attività fisica regolare, esercizi di rinforzo, pause durante il lavoro, variazione delle posture e attenzione alle abitudini quotidiane.
Autore
Dr. Alessandro Giammarusti
Neurochirurgo e Terapista del dolore