
La cannabis terapeutica, o cannabis ad uso medico, comprende preparazioni contenenti cannabinoidi, principalmente THC (tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo), utilizzate in specifiche condizioni cliniche sotto controllo medico.
Nella terapia del dolore può essere presa in considerazione soprattutto in alcuni pazienti con dolore cronico, quando i trattamenti convenzionali non hanno prodotto un controllo adeguato dei sintomi o non sono stati tollerati. Non rappresenta una terapia di prima scelta né è indicata per qualsiasi tipo di dolore.
L'obiettivo è individuare, nei pazienti appropriati, un possibile miglioramento del controllo dei sintomi mantenendo un equilibrio favorevole tra beneficio ed effetti indesiderati. In Italia prescrizione, preparazione e dispensazione sono disciplinate da una normativa specifica.
Cos’è e a cosa serve
La cannabis terapeutica agisce attraverso sostanze chiamate cannabinoidi, che interagiscono con il sistema endocannabinoide dell'organismo, coinvolto nella modulazione di diverse funzioni, tra cui la percezione del dolore.
I due cannabinoidi più conosciuti sono il THC e il CBD. Il THC possiede effetti analgesici ma anche psicoattivi; il CBD presenta caratteristiche differenti e non produce gli stessi effetti psicoattivi del THC.
La composizione della preparazione, la modalità di somministrazione e il dosaggio devono essere stabiliti dal medico sulla base della condizione clinica e della risposta individuale.
Patologie per cui si utilizza
Secondo il Ministero della Salute, in Italia l'uso medico della cannabis previsto dal DM 9 novembre 2015 comprende, tra le altre condizioni:
- dolore cronico;
- dolore associato a sclerosi multipla;
- dolore associato a lesioni del midollo spinale;
- spasticità dolorosa nella sclerosi multipla;
- nausea e vomito associati ad alcune terapie oncologiche o per HIV;
- specifiche condizioni caratterizzate da perdita dell'appetito;
- alcune manifestazioni della sindrome di Gilles de la Tourette.
Nell'ambito della terapia del dolore, l'indicazione deve quindi derivare dalla valutazione del singolo quadro clinico e della risposta alle terapie precedentemente utilizzate.
Benefici principali
Nei pazienti adeguatamente selezionati, l'obiettivo può essere:
- ridurre l'intensità del dolore;
- migliorare alcuni sintomi associati al dolore cronico;
- favorire il sonno quando compromesso dalla sintomatologia;
- migliorare la funzionalità e la qualità della vita;
- integrare il trattamento quando le terapie convenzionali risultano insufficienti o non tollerate.
La risposta è individuale e il beneficio deve essere verificato nel tempo.
Quando viene consigliata
In quali situazioni il medico la propone
La cannabis terapeutica non viene normalmente considerata come primo trattamento del dolore cronico.
Può essere valutata quando il paziente presenta una condizione compatibile con le indicazioni previste e i trattamenti convenzionali hanno avuto efficacia insufficiente o hanno determinato effetti indesiderati che ne limitano l'utilizzo. Il Ministero della Salute specifica infatti che le prescrizioni previste dal DM 9 novembre 2015 vengono effettuate quando le terapie convenzionali o standard risultano inefficaci.
Prima della prescrizione è importante ricostruire il tipo di dolore, le terapie precedenti, i farmaci attualmente assunti e le eventuali condizioni che potrebbero aumentare i rischi del trattamento.i
Casi in cui non si può fare
La cannabis terapeutica non è appropriata per tutti. Particolare cautela è necessaria, ad esempio, in presenza di:
- gravidanza o allattamento;
- importanti patologie cardiovascolari;
- alcune condizioni psichiatriche;
- precedenti problemi correlati all'uso di sostanze;
- terapie farmacologiche che possono interagire con i cannabinoidi.
Non tutte queste condizioni rappresentano necessariamente una controindicazione assoluta: la valutazione deve essere individuale.
Come si svolge la procedura
Preparazione del paziente
Prima di iniziare il trattamento il medico raccoglie:
- diagnosi e caratteristiche del dolore;
- documentazione clinica disponibile;
- trattamenti precedentemente effettuati e loro esito;
- farmaci e integratori assunti;
- eventuali patologie concomitanti;
- possibili fattori di rischio.
Questa fase serve soprattutto a verificare appropriatezza, sicurezza e obiettivi realistici del trattamento.
Come avviene passo-passo
Il percorso generalmente comprende:
- Valutazione clinica e delle terapie precedenti.
- Verifica dell'appropriatezza della cannabis ad uso medico.
- Scelta della preparazione e della modalità di somministrazione.
- Introduzione della terapia secondo prescrizione.
- Valutazione della tollerabilità e degli eventuali effetti indesiderati.
- Controlli periodici della risposta clinica.
- Eventuale modifica o sospensione della terapia se il rapporto tra benefici e rischi non è favorevole.
Il Ministero indica, tra le modalità previste per le preparazioni magistrali, l'assunzione sotto forma di decotto o l'inalazione mediante apposito vaporizzatore.
Benefici e risultati attesi
L'obiettivo non è necessariamente eliminare completamente il dolore. Nel dolore cronico un risultato clinicamente utile può comprendere la riduzione della sintomatologia insieme a un miglioramento del sonno, della funzionalità o delle attività quotidiane.
La risposta deve essere valutata nel singolo paziente, perché efficacia e tollerabilità possono essere molto differenti.
Tempi di recupero
Non esiste un vero e proprio "tempo di recupero", perché non si tratta di un intervento.
È invece prevista una fase iniziale di adattamento e monitoraggio, durante la quale il medico valuta gli effetti clinici e la tollerabilità. La risposta può richiedere aggiustamenti progressivi della terapia.
Percentuale di miglioramento attesa
Non è corretto indicare un'unica percentuale di successo valida per tutti i pazienti con dolore cronico.
Le evidenze disponibili variano in funzione della patologia, del tipo di dolore, della preparazione utilizzata e degli outcome considerati. Per questo motivo è più corretto valutare nel singolo paziente se il trattamento produca un beneficio clinicamente significativo e sostenibile rispetto agli eventuali effetti indesiderati.
Rischi e possibili effetti collaterali
La definizione "terapeutica" non significa che la cannabis sia priva di effetti indesiderati.
Possono comparire:
- sonnolenza;
- vertigini;
- stanchezza;
- difficoltà di concentrazione;
- alterazioni della coordinazione;
- secchezza della bocca;
- nausea;
- modificazioni dell'umore o della percezione.
Gli effetti dipendono anche dalla quantità e dal rapporto tra THC e CBD, dalla sensibilità individuale e dall'associazione con altri farmaci.
Per questo la terapia richiede prescrizione, controllo e rivalutazione periodica.
Come prepararsi e cosa aspettarsi dopo
È importante fornire al medico un elenco completo dei farmaci e degli integratori utilizzati e segnalare eventuali precedenti reazioni a farmaci o sostanze psicoattive.
Durante la fase iniziale occorre prestare particolare attenzione a sonnolenza, vertigini, alterazioni dell'attenzione o altri sintomi che potrebbero interferire con attività che richiedono vigilanza.
Il trattamento deve essere rivalutato periodicamente. Se il beneficio è insufficiente oppure gli effetti indesiderati diventano rilevanti, il medico può modificarlo o interromperlo.
Alternative disponibili
Nel dolore cronico le alternative dipendono soprattutto dal meccanismo che genera il dolore.
Possono comprendere farmaci per il dolore neuropatico, analgesici, trattamenti riabilitativi e fisioterapici e, nei casi appropriati, procedure di terapia interventistica come infiltrazioni ecoguidate, radiofrequenza o neuromodulazione.
La cannabis terapeutica non sostituisce automaticamente queste possibilità: può rappresentare una delle opzioni all'interno di un percorso terapeutico individualizzato.
Caso clinico
Dolore neuropatico cronico: la cannabis terapeutica
Il caso di un paziente con dolore neuropatico cronico persistente, già sottoposto a trattamenti farmacologici e infiltrativi con beneficio limitato, nel quale la cannabis terapeutica è stata valutata nell'ambito di un percorso specialistico individualizzato.
FAQ
1. La cannabis terapeutica è legale in Italia?
Sì. In Italia la cannabis ad uso medico può essere prescritta dal medico secondo le modalità previste dalla normativa. Sono disponibili preparazioni magistrali allestite in farmacia e specifici medicinali autorizzati per determinate indicazioni. Uso medico e uso non terapeutico della cannabis sono quindi contesti diversi.
2. Per quali tipi di dolore viene prescritta la cannabis terapeutica?
In Italia il DM 9 novembre 2015 contempla l'impiego della cannabis ad uso medico nel dolore cronico e nel dolore associato, tra l'altro, a sclerosi multipla e lesioni del midollo spinale. Non significa però che sia indicata per ogni dolore cronico: occorre valutare diagnosi, terapie già effettuate, possibili benefici e rischi individuali.
3. La cannabis terapeutica viene prescritta quando gli altri farmaci non funzionano?
Nelle indicazioni previste dal DM 9 novembre 2015 viene presa in considerazione quando le terapie convenzionali o standard risultano inefficaci. Nella pratica clinica devono essere valutate anche tollerabilità dei trattamenti precedenti, caratteristiche del dolore, altre patologie e farmaci assunti.
4. Cannabis terapeutica, THC e CBD sono la stessa cosa?
No. La cannabis contiene numerose sostanze, tra cui THC e CBD, che hanno caratteristiche ed effetti differenti. Le preparazioni ad uso medico possono avere composizioni diverse e non sono quindi intercambiabili automaticamente. La scelta dipende dall'indicazione clinica e deve essere effettuata dal medico.
5. LLa cannabis terapeutica provoca effetti psicoattivi?
Le preparazioni contenenti THC possono produrre effetti sul sistema nervoso centrale, come sonnolenza, alterazioni della percezione, vertigini o difficoltà di concentrazione. Intensità e frequenza dipendono dalla preparazione, dalla dose e dalla sensibilità individuale. Per questo il trattamento viene introdotto e controllato medicalmente.
6. Si può guidare durante una terapia con cannabis terapeutica?
La cannabis contenente THC può compromettere attenzione, coordinazione e tempi di reazione. La questione della guida deve quindi essere affrontata con particolare cautela e valutata con il medico anche in relazione alla preparazione prescritta e alla normativa applicabile. Non bisogna considerare automaticamente sicura la guida solo perché il prodotto è stato prescritto.
7. Per quanto tempo si può assumere cannabis terapeutica?
Non esiste una durata uguale per tutti. La terapia viene mantenuta quando produce un beneficio clinicamente rilevante e gli effetti indesiderati rimangono accettabili. Sono quindi necessari controlli periodici per verificare se continuare, modificare o interrompere il trattamento.
8. La cannabis terapeutica crea dipendenza?
I cannabinoidi, in particolare i prodotti contenenti THC, non sono privi di rischio di uso problematico o dipendenza. Il rischio varia in base a caratteristiche individuali, composizione, durata e modalità di utilizzo. Anche per questo anamnesi, prescrizione appropriata e monitoraggio medico sono parti essenziali del trattamento.
Consigli pratici
- Non modificare autonomamente quantità o modalità di assunzione. Una risposta insufficiente non significa necessariamente che sia necessario aumentare la dose.
- Segnala tutti i farmaci e gli integratori che assumi. Alcune associazioni possono aumentare sonnolenza o determinare interazioni.
- Annota benefici ed effetti indesiderati. Dolore, sonno, attività quotidiane, sonnolenza e altri sintomi aiutano a valutare concretamente la risposta.
- Presta attenzione alle attività che richiedono concentrazione e coordinazione, soprattutto all'inizio o dopo modifiche della terapia.
- Non confondere cannabis terapeutica e prodotti di libera vendita. Composizione, controlli, indicazioni e modalità di utilizzo non sono necessariamente equivalenti.
- Mantieni i controlli programmati anche se stai meglio. La rivalutazione serve a verificare nel tempo che benefici e tollerabilità giustifichino la prosecuzione.
Cannabis terapeutica in 5 punti chiave
① Cos’è → Una terapia basata su preparazioni contenenti cannabinoidi, prescritta e monitorata dal medico.
② Quando si usa → In specifiche condizioni previste dalla normativa; nel dolore cronico viene valutata quando i trattamenti convenzionali risultano inefficaci.
③ Benefici → Può contribuire al controllo del dolore e di sintomi associati in alcuni pazienti; la risposta è individuale.
④ Rischi → Può causare sonnolenza, vertigini, alterazioni cognitive e altri effetti indesiderati; sono inoltre possibili interazioni farmacologiche.
⑤ Risultati → Non esiste una percentuale di successo valida per tutti: il risultato va valutato individualmente considerando beneficio clinico, funzionalità, qualità di vita e tollerabilità.
Approfondimento
Cannabis terapeutica nel dolore neuropatico: evidenze, indicazioni, limiti, sicurezza e monitoraggio, con particolare attenzione alla selezione dei pazienti e alla normativa italiana.
Cannabis terapeutica e dolore neuropatico: guida clinica
📖 Approfondimento a cura dello specialista in terapia del dolore.
Autore
Dr. Alessandro Giammarusti
Neurochirurgo e Terapista del dolore