Dolore neuropatico cronico: la cannabis terapeutica

Illustrazione del dolore neuropatico da ernia lombare con sciatalgia e modulazione della trasmissione nervosa mediante cannabis terapeutica

Fabio ha 38 anni e lavora come sviluppatore software. Le sue giornate scorrevano tra righe di codice, riunioni online e progetti da consegnare. Poi il dolore ha iniziato a cambiare tutto. Quello che all'inizio sembrava un semplice mal di schiena si è trasformato progressivamente in una sciatalgia persistente, capace di compromettere il sonno, la concentrazione e la qualità della vita. Nonostante fisioterapia, farmaci e numerosi tentativi terapeutici, il dolore continuava a occupare uno spazio sempre più grande nelle sue giornate.

Quando il dolore prende il controllo

Fabio era abituato a risolvere problemi. Nel lavoro, ogni errore aveva una causa e quasi sempre una soluzione. Con il dolore, però, le cose erano diverse.
Il fastidio lombare iniziale si trasformò gradualmente in un dolore che si irradiava lungo la gamba destra, con caratteristiche tipiche della sofferenza neuropatica. Le attività quotidiane diventavano sempre più difficili e il riposo notturno sempre più frammentato.
Nel tempo aveva seguito con precisione le indicazioni ricevute: fisioterapia, esercizi mirati, farmaci antinfiammatori e terapie specifiche per il dolore neuropatico. Alcuni trattamenti avevano prodotto benefici temporanei, ma nessuno era riuscito a garantire un controllo stabile dei sintomi.
Quando si presentò alla valutazione specialistica, il problema principale non era soltanto il dolore, ma il modo in cui questo stava progressivamente limitando la sua vita professionale e personale.

La valutazione specialistica

Gli accertamenti eseguiti confermarono la presenza di una protrusione discale lombare con interessamento radicolare e una componente neuropatica persistente.
Come spesso accade in questi casi, il trattamento fu impostato in modo graduale.
In una prima fase venne eseguita un'infiltrazione ecoguidata, che consentì una significativa riduzione della sintomatologia. Il beneficio, tuttavia, risultò temporaneo e nelle settimane successive il dolore tornò a manifestarsi, seppur con caratteristiche leggermente differenti.
Di fronte a una risposta incompleta alle terapie già tentate, si rese necessario valutare ulteriori opzioni terapeutiche.

La scelta della cannabis terapeutica

Tra le possibilità disponibili venne presa in considerazione la cannabis terapeutica.
La decisione fu preceduta da un'attenta valutazione clinica, con una discussione dettagliata dei possibili benefici, dei limiti del trattamento e degli effetti collaterali potenziali.
La cannabis terapeutica non rappresenta una soluzione universale e non è indicata per tutti i pazienti. In alcuni casi selezionati di dolore neuropatico cronico, tuttavia, può contribuire a migliorare il controllo del dolore, la qualità del sonno e il benessere generale.
Dopo aver ricevuto tutte le informazioni necessarie, Fabio decise di intraprendere il percorso terapeutico.

L'inizio del trattamento

La terapia fu avviata con una titolazione lenta e progressiva mediante preparazione galenica oleosa, utilizzando dosaggi inizialmente molto bassi.
Durante le prime settimane non si osservarono cambiamenti significativi. Successivamente, però, Fabio iniziò a riferire un miglioramento del sonno e una minore percezione del dolore durante le attività quotidiane.
Il dolore non era scomparso, ma aveva perso parte della sua intensità e della sua capacità di condizionare la vita di ogni giorno.
Un lieve aumento della dose serale consentì di consolidare ulteriormente il beneficio, senza effetti collaterali rilevanti oltre a una modesta sonnolenza iniziale.

Il recupero della qualità di vita

Nel corso dei mesi successivi Fabio riuscì progressivamente a recuperare una maggiore continuità lavorativa e una migliore capacità di concentrazione.
Parallelamente fu possibile rivalutare e ridurre parte delle terapie farmacologiche precedentemente utilizzate, mantenendo un equilibrio soddisfacente tra efficacia e tollerabilità.
L'aspetto più importante non fu tanto la completa scomparsa del dolore, quanto il cambiamento del rapporto con il dolore stesso.
La sintomatologia rimaneva presente, ma non rappresentava più il centro della sua quotidianità.

Una riflessione finale

La cannabis terapeutica non è una cura miracolosa e non sostituisce gli altri trattamenti della medicina del dolore. Esistono pazienti che non rispondono alla terapia, altri che non la tollerano e situazioni cliniche nelle quali non è appropriata.
Quando correttamente prescritta e monitorata all'interno di un percorso specialistico, può però rappresentare una risorsa utile per alcuni pazienti affetti da dolore neuropatico cronico.
Nel caso di Fabio, il risultato più significativo non è stato l'assenza completa del dolore, ma il recupero di spazi di vita che sembravano perduti: il sonno, il lavoro, la progettualità e la possibilità di tornare a guardare al futuro con maggiore serenità.
La medicina del dolore non consiste sempre nell'eliminare completamente la sofferenza. Molto spesso significa restituire alla persona la possibilità di vivere nonostante la presenza della malattia.
Per Fabio, questo obiettivo è stato raggiunto.

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Scheda informativa sulla cannabis terapeutica
procedura, indicazioni,e modalità di esecuzione e limiti.

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Autore
Dr. Alessandro Giammarusti
Neurochirurgo e Terapista del dolore

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